Lavoratori autonomi: arriva lo statuto

Statuto lavoratori

Statuto lavoratoriUna novità assoluta per il nostro Paese è l’arrivo, a breve, dello Statuto dei lavoratori autonomi, contenente regole, discipline e tutele.

L’idea si dividerà in due parti, una parte avrà in oggetto gli aspetti fiscali e previdenziali e sarà inserita nella prossima Legge di Stabilità 2016 e una parte sarà un mero Statuto che conterrà diritti e doveri dei lavoratori autonomi che finora sono stati tagliati fuori da tutte le tutele previste, invece, per i lavoratori dipendenti.

C’è un solido filo diretto tra lavoratori autonomi e committenti e per questo legame è importante avere delle tutele ai contratti e nello stato sociale e assistenziale, questo vuol dire che sarà prevista la deducibilità totale dei corsi di formazione, l’accesso ai fondi europei, congedi parentali più lunghi, finora previsti solo per i lavoratori dipendenti, e delle agevolazioni per la malattia e l’infortunio, questi sono i contenuti del Jobs Act degli autonomi o Statuto dei lavoratori autonomi.

Vediamo, di seguito, nello specifico le varie agevolazioni previste per i lavoratori autonomi.

Abbiamo detto che si potranno dedurre i costi per i corsi di formazione, il tetto massimo è posto fino a dieci mila euro annui delle spese per l’iscrizione a master, corsi di formazione o aggiornamento, partecipazione a congressi e convegni. Sono deducibili al cento per cento le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’autoimprenditorialità finalizzate all’inserimento o reinserimento del lavoratore autonomo nel mercato del lavoro. In questo caso il tetto massimo è stato posto a cinque mila euro annui.
Anche i professionisti, grazie al Jobs Act degli autonomi potranno accedere ai fondi europei nei piani operativi, paragonati alle piccole e medie imprese. Per questo motivo nei centri per l’impiego saranno predisposti degli appositi sportelli per il lavoro autonomo che serviranno, appunto, per divulgare la presenza dei lavoratori autonomi negli appalti pubblici.

Per comparare le lavoratrici autonome a quelle dipendenti, con il nuovo Statuto degli autonomi, le prime potranno usufruire dell’assegno di maternità anche se non vi è astensione dal lavoro. In altre parole, l’assegno di maternità sarà percepito dalle lavoratrici autonome i due mesi precedenti e i tre successivi al parto e in questo lasso di tempo la lavoratrice autonoma potrà continuare a svolgere il proprio lavoro, emettendo fattura, senza perdere il diritto a ricevere l’assegno di maternità.

Inoltre, per i genitori, lavoratori autonomi, dei bambini nati dal 1° gennaio 2016 è prevista la possibilità di fare richiesta di un congedo parentale entro i primi tre anni di vita del bambino, che ha una durata di sei mesi.

Comunque in caso di gravidanza, di malattia e di infortunio di un lavoratore autonomo che presta la sua attività in modo continuativo per un committente, ci sarà la sospensione del rapporto di lavoro fino a 150 giorni, senza che questi percepisca un corrispettivo.

Se la malattia o l’infortunio si protraggono per oltre 60 giorni, si può sospendere il pagamento dei contributi previdenziali e delle assicurazioni fino al termine della malattia e dell’infortunio con un massimo di due anni.
Il Jobs Act degli autonomi prevede che non si possano più avere accori di pagamento, tra committenti e lavoratori autonomi, superiori a sessanta giorni dal ricevimento della fattura. I committenti non potranno modificare solo da parte loro le condizioni contrattuali o recedere dal contratto senza un equo preavviso.

Nel caso in cui non sarà rispettato uno dei precedenti punti, il lavoratore autonomo avrà diritto ad essere risarcito dei danni.

Nello Statuto dei lavori autonomi viene introdotto il “lavoro agile” che non è una nuova forma di lavoro ma una certa flessibilità nel rapporto di lavoro tra committenti e lavoratori autonomi.

Il lavoro agile o smart working è un insieme di telelavoro e lavoro tradizionale in quanto prevede che la prestazione lavorativa possa essere svolta in parte all’interno della location aziendale e in parte fuori, nei limiti della durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale previsti dalla legge e dal contratto collettivo. Questo riguarda sia lavoratori a tempo determinato che indeterminato. Il lavoratore ha diritto allo stesso trattamento economico e normativo e delle garanzie di sicurezza di chi lavora stabilmente all’interno dell’azienda. La stessa cosa vale per i premi produttività.

L’articolo 409 del Codice di procedura civile stabilisce che le controversie in materia di lavoro subordinato, di agenzia o altro lavoro parasubordinato siano regolate dal giudice del lavoro, anche per i lavoratori autonomi, grazie alla nuova proposta dei legge dello Statuto dei Lavoratori autonomi, ci sarà il passaggio dal giudice ordinario a l giudice del lavoro per risolvere le controversie che eventualmente dovrebbero insorgere nei rapporti di lavoro autonomo.

La Legge di stabilità, per la copertura delle misure per lo Statuto dei lavoratori autonomi, ha previsto un Fondo con una dotazione finanziaria di dieci milioni di euro per il 2016 e di cinquanta milioni annui a partire dal 2017 a sostegno della tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale, tra cui i professionisti iscritti agli Ordini, le partite Iva e i collaboratori e per l’articolazione flessibile, nei tempi e nei luoghi, del lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Lo Statuto dei lavoratori autonomi sarà composto di 21 articoli che daranno una regolamentazione e dei diritti a questa categoria di lavoratori che finora ne è stata esclusa con l’idea che fosse una categoria privilegiata. Una novità che, finalmente, tutela chi il lavoro deve inventarselo o continuamente procacciarlo, avendo perso la speranza di una contratto duraturo nel tempo e nello spazio.

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